Lavaggi nasali con aerosol

Se hai sofferto di patologie delle vie respiratorie, ti sarà certamente capitato di dover fare l’aerosol.

L’aerosolterapia è infatti un trattamento terapeutico indicato per diverse malattie e disturbi.

Spesso utile per la cura delle basse vie respiratorie, in particolar modo in caso di tosse, bronchiti o bronchiolite, l’aerosol veicola i farmaci ridotti in minuscole goccioline fino alle parti più profonde dei polmoni.

Quello che forse ancora non sai, è che puoi usare il tuo apparecchio per aerosol anche per fare i lavaggi nasali.

È anzi un modo semplice per pulire a fondo il proprio naso. Basta inserire nell’ampolla una soluzione salina o un’acqua termale per unire i benefici della nebulizzazione a quelli specifici della soluzione scelta.

Aerosol terapia, la cura del respiro

L’aerosolterapia è una tra le prime scelte nella cura delle patologie del sistema respiratorio, molto diffuse a qualsiasi età.

Traggono beneficio dalla cura del respiro:

  • Malattie di origine infettiva;
  • Malattie di origine allergica;
  • Malattie di origine infiammatoria cronica, ad esempio rinite, allergica e non, sinusite, otite, faringite, laringite, laringospasmo, croup, tracheite, asma bronchiale, broncodisplasia, bronchite, bronchiolite, broncopolmonite, bronchiectasie e altre ancora.

L’aerosolterapia rappresenta una delle modalità di somministrazione “domestica” di farmaci, spesso associati a soluzioni saline o acqua termale, per via inalatoria e quindi sotto forma di particelle molto piccole che possono arrivare in profondità nella complessa alberatura del sistema respiratorio, fino ai bronchioli o agli alveoli nei polmoni.

Questo tipo di terapia per prevenzione e trattamento delle malattie respiratorie non è certo una novità, anzi, già la tradizione ayurvedica utilizzava il vapore e l’aerosol come metodo di cura migliaia di anni fa.

Le particelle di soluzioni medicate vengono micronizzate dall’aerosol con vari diametri di grandezza, selezionabili nell’apparecchio, permettendo così di far arrivare le cure proprio dove servono, sia nelle alte che nelle basse vie respiratorie.

Con la nebulizzazione i farmaci vengono veicolati in particelle di diverse dimensioni:

  • Le più grandi si depositano nel naso;
  • Le più piccole raggiungono invece le basse vie respiratorie: bronchioli e alveoli polmonari.

Una volta giunte a destinazione, le particelle vengono assorbite con maggior rapidità; in questo modo la terapia arriva proprio dove serve.

Se si utilizzano solo soluzioni saline o l’acqua termale sulfureasi favorisce la fluidificazione del muco in eccesso e la sua eliminazione per attivazione dei movimenti delle ciglia, i piccoli “peli” che ricoprono tutta la mucosa del tratto respiratorio dal naso ai polmoni.

In tal modo, non solo si libera il naso chiuso dal muco in eccesso, ma si favorisce anche l’eliminazione del catarro.

Come effettuare un lavaggio nasale con aerosol

Per effettuare i lavaggi nasali con aerosol, puoi collegare al tuo apparecchio un apposito strumento economico e molto semplice da usare.

Di norma l’apparecchio per i lavaggi nasali presenta:

  1. Un’impugnatura;
  2. Una camera esterna;
  3. Una camera interna;
  4. Un atomizzatore;
  5. Un terminale morbido adatto a essere infilato nelle narici anche dei più piccoli;
  6. Un pulsante di accensione.

Per fare un lavaggio nasale con aerosol, quindi, si procede così:

  • Si introduce la soluzione all’interno della camera interna, scegliendo tra una soluzione fisiologica, ipertonica, acqua termale o farmaci prescritti;
  • Si collega il dispositivo per il lavaggio nasale all’aerosol di tipo pneumatico con un tubo, che viene fornito con l’apparecchio per il lavaggio nasale. Solitamente i dispositivi per i lavaggi nasali sono adatti per ogni modello di aerosol;
  • Si preme il tasto di accensione, si appoggia il beccuccio morbido del dispositivo ad una narice e si effettua il lavaggio.

Le particelle di soluzione nebulizzata nella narice sciolgono il muco e liberano le cavità nasali.

Quindi ci si soffia il naso e si cambia narice. Di volta in volta, si tiene chiusa con il dito la narice che non si sta pulendo.

Nella camera esterna del dispositivo si raccolgono il liquido di ritorno e il muco. A fine terapia è importante pulire tutto con cura.

I benefici del lavaggio nasale con aerosol

I lavaggi nasali con aerosol possono essere eseguiti quotidianamente con soluzioni saline o acqua termale sulfurea; una routine che ci aiuta a mantenere il sistema di filtraggio del naso efficiente contro l’attacco di virus e batteri e che può essere anche un valido aiuto quando siamo già stati colpiti da una qualche affezione delle vie respiratorie.

Quando si avvicina la stagione dei malanni invernali, è consigliato l’uso dei lavaggi nasali con soluzione salina o acqua termale come metodo preventivo contro l’intasamento da muco, la secchezza delle mucose, la possibile insorgenza di infiammazioni e infezioni.

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Umidificare il naso, pulirlo e disinfettarlo tiene le nostre cavità nasali libere dai germi.

Quando soffriamo già di naso chiuso, congestione nasale o infiammazione, i lavaggi nasali con aerosol sono consigliati per alleviare i sintomi e avviarci più rapidamente verso la guarigione.

Sono inoltre la terapia di prima scelta nei casi più lievi, soprattutto per i bambini o le donne in gravidanza. Purtroppo, infatti, i bimbi sono più soggetti a contrarre raffreddori e altre malattie stagionali.

Durante l’infanzia l’aerosolterapia diventa quindi un’ottima scelta per aiutare i bambini a liberare il naso e a respirare meglio, soprattutto di notte.

In caso di raffreddore, le ciglia nasali non sono così attive nello svolgere il proprio compito di pulizia delle cavità. È proprio in questi casi che l’aerosol può rivelarsi particolarmente utile, non solo per veicolare farmaci ma anche, utilizzando solo soluzioni saline o acqua termale, per mantenere la giusta umidità delle mucose e ridurre l’infiammazione.

L’aerosol è un apparecchio che non può mancare in casa, soprattutto quando ci sono bambini. L’aerosolterapia è infatti indicata per veicolare farmaci utili in caso di varie problematiche delle alte e basse vie respiratorie.

Inoltre, con acqua termale sulfurea o soluzioni saline è uno strumento adatto anche per eseguire i lavaggi nasali, sia come routine di pulizia quotidiana che come supporto in caso di vari disturbi associati al naso chiuso.

Rimedi naturali per la rinite allergica

La rinite allergica è un problema molto diffuso che colpisce bambini e adulti a suon di starnuti, naso chiuso e rinorrea.

La buona notizia, per chi soffre di questa infiammazione nasale causata da allergeni, è che ci sono dei rimedi naturali e delle accortezze da adottare, che possono aiutare sia nel prevenire che nel controllare i fastidiosi sintomi che caratterizzano quella che viene definita anche ipersensibilità a pollini, acari, polveri o altri allergeni.

Se soffri spesso di congestione, prurito al naso, secrezioni abbondanti di muco e ti hanno diagnosticato una rinite allergica, ti interesserà sapere come puoi intervenire per trovare finalmente sollievo.

Vediamo quindi insieme quali sono i rimedi contro la rinite allergica.

Come curare la rinite allergica in maniera naturale

La rinite di natura allergica è causata dalla risposta del nostro sistema immunitario a un allergene.

In particolare, il sistema immunitario di alcune persone è molto sensibile a pollini, acari, peli di animali e altri allergeni, tanto che quando viene a contatto con essi libera le IgE, ovvero le immunoglobuline di classe E, che attivano a loro volta una reazione allergica per combatterli, chiamata appunto rinite allergica.

Alcuni allergeni, come i pollini, presenti in particolari periodi dell’anno, causano le cosiddette allergie stagionali e, in questo caso, si parla di rinite allergica acuta.

Altri purtroppo, come gli acarile muffe o la polvere, ci accompagnano invece per tutto l’anno e causano la rinite cronica.

Tra i più comuni allergeni, infatti, troviamo proprio polvere, acari, muffe, pollini, erbe, peli di animali e altri agenti in grado di scatenare i fastidiosi sintomi tipici della rinite allergica:

  • Rinorrea;
  • Naso chiuso e congestionato;
  • Starnuti;
  • Prurito;
  • Lacrimazione.

Naturalmente, in base alla gravità dei sintomi e alla frequenza con cui si presentano, il Medico è in grado di indicare la terapia farmacologica adeguata, che può comprendere antistaminici e cortisonici, oltre all’uso di decongestionanti per il naso.

Ma si può affrontare tutto ciò con supporti non invasivi? La risposta è sì, scopriamo come.

#1 Cambiare le proprie abitudini

Il primo rimedio naturale per gestire la rinite allergica riguarda proprio il nostro comportamento.

In caso di rinite allergica, sia acuta che cronica, la cosa più efficace è anche la più ovvia: cercare di evitare l’esposizione agli allergeni.

Soprattutto nel caso di riniti allergiche acute, come per esempio quella causata dai pollini, ci sono alcune semplici abitudini da seguire per rendersi la vita più facile. Dopo aver trascorso del tempo all’aperto, ad esempio, è bene lasciare le scarpe fuori da casa, poi lavarsi i capelli e cambiare i vestiti.

Inoltre, la pulizia profonda degli ambienti domestici, il giusto grado di umidità nell’aria delle varie stanze e la corretta ventilazione sono requisiti indispensabili per il nostro benessere quotidiano.

Non a caso, chi soffre di allergia ad acari o polvere sa bene che mantenere il più possibile pulita la propria casa, così come utilizzare materassi e cuscini adatti, per esempio quelli anti-acaro, sono accorgimenti che possono fare la differenza per la propria salute.

#2 Sfruttare i lavaggi nasali

Anche il naso va mantenuto pulito e, quindi, ecco il secondo rimedio naturale utile per chi soffre di rinite allergica: i lavaggi nasali con acqua termale sulfurea e/o soluzione salina.

I lavaggi nasali si sono dimostrati infatti molto utili come coadiuvanti nel trattamento della rinite allergica .

I lavaggi con soluzione isotonica o acqua termale sulfurea sono consigliati per ridurre il contatto con gli allergeni e tenere il naso alla sua massima efficienza: pulito e pervio.

Le soluzioni saline ipertoniche o l’acqua termale sulfurea, entrambe con proprietà decongestionanti, mucolitiche e idratanti della mucosa nasale, favoriscono la riduzione della sensazione di oppressione e liberano il respiro.

#3 Prendersi cura della propria alimentazione

Anche la dieta può essere un’alleata:

  • La vitamina C, presente in agrumi, kiwi, pomodori, peperoni e altri tipi di frutta e verdura, contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario;
  • I flavonoidi, in particolare la quercetina, che puoi trovare in agrumi, mele, cipolle, pomodori, broccoli, legumi, tè verde, ha un’azione antiossidante;
  • Gli omega 3, ovvero gli acidi grassi essenziali DHA (acido docosaesaenoico) ed EPA.

#4 Ricordarsi che la natura è nostra alleata

Infine, esistono in natura alcuni estratti erbali che possono essere utili supporti in caso di rinite allergica:

  • Gli estratti di perillas
  • Il ribes nero
  • L’estratto di echinacea

Naturalmente, l’utilizzo di estratti erbali va sempre condivisa con il Medico al fine di garantire una gestione sana e sicura della rinite allergica, evitando i potenziali danni del “fai da te”.

Bambini con la rinite allergica? Ecco i rimedi naturali

Il problema della rinite allergica è particolarmente diffuso tra i bambini.

Dati recenti indicano un’incidenza del 6,3% nei bambini di 6-7 anni e addirittura del 15,6% nei bambini dai 13 ai 14 anni.

Soprattutto nel caso dei più piccoli, la diagnosi precoce è il primo passo per assicurare al piccolo il trattamento più efficace nel minor tempo possibile.

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La diagnosi precoce è particolarmente importante anche perché la rinite allergica nei bambini tende a progredire in asma.

Meglio poi non dare mai per scontato di saperla riconoscere, dato che la rinite allergica nei bambini si può presentare con sintomi leggermente diversi rispetto a quelli degli adulti, ad esempio:

  • Tosse persistente;
  • Ostruzione nasale;
  • Stanchezza e perdita di appetito;
  • Disturbi comportamentali e relazionali, causati dal malessere e dal senso di disagio.

Una volta eseguita la diagnosi, il Medico potrà prescrivere il trattamento più adatto.

Anche in questo caso, i rimedi per la rinite allergica comprendono sia un approccio comportamentale che farmacologico.

È consigliato, come per gli adulti:

  • Prevenire il contatto dei bambini con l’allergene che provoca in loro le note reazioni;
  • Mantenere pulito l’ambiente;
  • Rieducarli a una corretta igiene nasale.

Anche per i più piccoli, i lavaggi nasali sono il modo più semplice e indolore per mantenere il nasino pulito, liberandolo da polvere, allergeni e da tutte le sostanze irritanti, che vengono appunto “lavati” via con la soluzione salina o l’acqua termale. Inoltre, mantengono la mucosa idratata e riducono la secchezza e la sensazione di prurito.

La rinite allergica durante la gravidanza: curarsi senza rischi

La rinite allergica non abbandona le donne quando sono in dolce attesa. Le statistiche indicano infatti che più del 20% delle future mamme soffre di rinite allergica e che spesso i sintomi dell’allergia possono peggiorare durante la gravidanza.

In gravidanza, però, la preoccupazione maggiore, anche quando si è alle prese con continui starnuti, naso chiuso e gocciolamento dovuti alla rinite allergica, è la salute del piccolo in arrivo.

Spesso le future mamme hanno paura che i farmaci utilizzati per curarsi possano compromettere la salute del nascituro.

Per questo, prima di assumere qualunque rimedio fai da teè bene consultare il proprio Medico e valutare la situazione nello specifico.

  • Lavaggi nasali con acqua termale sulfurea o soluzione salina, possono essere una valida scelta in gravidanza;
  • Una pulizia ambientale accurata come abitudine essenziale per evitare il contatto quotidiano con gli allergeni.

La doccia nasale: come funziona

La doccia nasale è un valido metodo per prevenire e trattare diverse patologie che colpiscono le alte vie respiratorie e che tutti abbiamo sperimentiamo ogni anno, soprattutto nei mesi più freddi.

Raffreddore, naso chiuso, rinitesinusite e otite sono alcuni dei disturbi che traggono beneficio dalla doccia nasale.

Non ne hai mai sentito parlare? Si tratta di un apparecchio per la pulizia delle cavità nasali, facile da usare e assolutamente indolore. Vediamo insieme come funziona!

Come funziona la doccia nasale

La doccia nasale è un dispositivo per rimuovere dal naso le sostanze che entrano con l’inspirazione: polvere, allergeni, virus, batteri, ma anche eventuale muco o croste in eccesso. Il suo funzionamento è tanto semplice quanto efficace.

Le docce nasali sono anche chiamate docce nasali micronizzate perché nebulizzano la sostanza liquida che viene posta al loro interno, rendendo le goccioline sempre più piccole, da cui appunto l’aggettivo micronizzate.

Ma cosa succede, a livello di cavità, quando si utilizza la doccia nasale?

La doccia nasale, in pratica, produce un getto di soluzione micronizzata; il liquido che inseriamo al suo interno viene nebulizzato in particelle con diametro adatto ad agire localmente a livello delle vie respiratorie superiori.

Avviene quindi una vera e propria azione di pulizia e igienizzazione delle cavità nasali, grazie al passaggio del liquido, che può essere a base di soluzione salina isotonica o ipertonica, acqua termale o farmaci.

In tal modo, a seconda dello scopo del lavaggio, si possono ottenere diversi benefici a livello delle mucose nasali e dei seni paranasali, come ad esempio:

  • Rimuovere efficacemente muco e batteri;
  • Idratare le mucose nasali, dando sollievo in caso di irritazione.

Inoltre, in base alla soluzione utilizzata per i lavaggi, si ha un’azione di prevenzione o di cura specifica.

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La doccia nasale è adatta a tutti: adulti, bambini, neonati, donne in gravidanza e in allattamento.

A cosa serve la doccia nasale

Come abbiamo visto, la doccia nasale serve soprattutto in caso di affezioni delle alte vie respiratorie.

In particolare, è utile in caso di:

  • Raffreddore → Favorisce la liberazione del naso congestionato ed elimina la presenza di eventuali virus o batteri che possono causare infezioni anche alle vie respiratorie più basse;
  • Sinusite → Fluidificando il muco e favorendone l’eliminazione, aiuta a ridurre il senso di oppressione e il dolore nella zona intorno agli occhi;
  • Rinite → Allevia gli stati acuti decongestionando il naso e aiuta a ridurre il contatto con eventuali allergeni;
  • Polipi nasali → Aiuta ad alleviare i sintomi tipici quali naso chiuso, dolore e cefalea, e riduce il rischio di sviluppare infezioni anche gravi delle vie respiratorie;
  • Otite → Riduce l’insorgenza di infiammazioni dell’orecchio rimuovendo il muco che può diventare focolaio di infezioni.

Da quale età è possibile fare la doccia nasale?

La doccia nasale è adatta a qualsiasi età. La sua sicurezza permette di usarla anche con i neonati.

È infatti uno strumento non invasivo che facilita una buona igiene del naso e può essere utilizzato anche come supporto alla cura di eventuali patologie delle alte vie respiratorie.

Ricordiamoci sempre che il naso è come un filtro, che ci protegge dagli attacchi di virus e batteri.

Mantenerlo pulito e libero, grazie all’uso di docce nasali con soluzioni saline o acqua termale, ci permette di preservare la sua efficienza e aiutarlo a svolgere il suo ruolo di barriera e di difesa contro virus, batteri, allergeni e altri agenti irritanti, prevenendo così le affezioni respiratorie.

I neonati e i bambini piccoli possono fare la doccia nasale?

Tutti possono beneficiare delle docce nasali, anche i bambini e perfino i neonati. Sono particolarmente indicate per l’igiene del naso dei più piccoli, che non sono in grado di soffiarsi il nasino da soli.

In questi casi, le docce nasali rappresentano un aiuto concreto per il benessere del tuo bambino, affinché abbia il nasino sempre libero per poter così respirare bene, alimentarsi correttamente e anche riposare sereno.

Nei neonati e nei bambini più piccoli, soprattutto, non bisogna mai sottovalutare le conseguenze del naso chiuso: faticano a respirare, diventano sempre più irrequieti, dormono poco e male e possono arrivare anche a rifiutare il cibo fino al punto di rischiare la disidratazione.

Il naso chiuso nei più piccoli può infatti diventare una problematica ed è quindi importante consultare il Pediatra quando il piccolino respira male.

Alcuni modelli di docce nasali sono realizzati con parti in gomma morbida, che rende gradevole il contatto anche per i bambini più piccoli. La forma ergonomica aiuta i più grandi a maneggiarla in sicurezza anche da soli.

Un’accortezza: è importante che il liquido nebulizzato non si disperda e venga invece convogliato nel naso. Assicurati quindi che il tubicino sia inserito correttamente nella narice.

Le modalità per fare la doccia nasale

Le docce nasali sono facili da fare perché gli strumenti disponibili sul mercato sono pensati e progettati per essere ergonomici e comodi.

Di base hanno tutte un contenitore diviso in 2 camere. In quella interna va messo il liquido da nebulizzare: soluzione fisiologica, acqua termale o farmaci se prescritti dal Medico.

Alcune dispongono di un piccolo compressore che nebulizza il liquido e lo irrora nelle narici, altre invece usufruiscono del motore della macchina per aerosol a cui si collegano con un apposito tubo in dotazione.

È quindi l’aerosol che esercita la pressione necessaria a nebulizzare la soluzione e farla arrivare alle fosse nasali e alla faringe.

Basta scegliere l’adattatore nasale della giusta dimensione, avvicinare il beccuccio alla prima narice e accendere la doccia.

Il muco e le croste che vengono “lavate via” vengono poi raccolte nella camera esterna del contenitore.

In pochi minuti il liquido viene vaporizzato completamente. Terminato l’uso, tutto ciò che è stato utilizzato va smontato e sciacquato.

I vantaggi della doccia nasale sono moltepliciQuando necessaria, la doccia nasale è uno strumento di cui la famiglia non può fare a meno per liberare il naso, ma anche per prevenire e curare varie problematiche delle alte vie respiratorie!

Naso chiuso in gravidanza e in allattamento

Il naso chiuso in gravidanza e durante il periodo dell’allattamento potrebbe essere il sintomo di varie problematiche.

Se associato a occhi pesanti e oppressione frontale, naso che cola, starnuti liberatori, profonda spossatezza e sensazione di freddo, potrebbe trattarsi di un raffreddore, l’infezione virale più diffusa nei periodi freddi.

Colpisce indiscriminatamente bambini, adulti e anziani, non risparmiando le future mamme e le neo-mamme; il raffreddore in gravidanza è infatti una malattia abbastanza comune tra le donne in dolce attesa.

Sebbene il raffreddore in generale sia considerato un disturbo facile da curare e gestire, il naso chiuso in gravidanza e allattamento può preoccupare la mamma che ha dei dubbi su quali rimedi poter utilizzare senza creare problemi al bambino.

Il primo consiglio è quello di rivolgersi al proprio Medico di fiducia, in grado di consigliare i rimedi più sicuri per curare e prevenire il raffreddore in un periodo così delicato come gravidanza e allattamento.

Il secondo, invece, è quello di leggere questo articolo per iniziare a familiarizzare con alcune soluzioni incentrate sul benessere di mamma e bambino.

Raffreddore in gravidanza: come trattare i sintomi?

Il naso chiuso è spesso la sentinella d’allarme del raffreddore, l’infezione virale più diffusa da inizio autunno fino a primavera che colpisce molto spesso anche donne incinte e neo-mamme.

In particolare, quelle con un sistema immunitario indebolito possono diventare facile preda dei Rhinovirus, i principali virus responsabili del raffreddore.

Rhinovirus comprendono infatti una famiglia di circa 100 sierotipi, a cui si deve il 30-50% dei casi di raffreddori nella popolazione generale.

Seguono i Coronavirus (10-15%), gli Orthomyxovirus (5-15%, i virus tipici anche delle malattie parainfluenziali) e, con un altro 10-15%, AdenovirusCoxsackievirusEchovirusVirus respiratorio sinciziale e Enterovirus.

L’infezione viene trasmessa da persona a persona per via aerea o per contatto diretto con secrezioni infette. Proprio per questo motivo si raccomanda, soprattutto nei periodi in cui tali virus sono più diffusi, di evitare luoghi chiusi e/o affollati.

Trattandosi però di un’infezione virale, non ci sono farmaci in grado di combattere il raffreddore che, solitamente, si risolve entro qualche giorno, il tempo necessario al sistema immunitario per combattere il virus che lo ha causato.

Infatti, la terapia del raffreddore non combatte direttamente il virus, ma è orientata a risolvere i sintomi più fastidiosi derivanti dalla congestione nasale e dall’infiammazione delle mucose.

In linea generale, i principali rimedi a cui ricorrere sono:

  • Decongestionanti nasali contro naso chiuso e rinorrea;
  • Antidolorifici contro il mal di gola causato dal muco irritante che scende nella faringe;
  • Antidolorifici e antipiretici contro mal di testa e febbre, se presente.

Quando però a soffrire di raffreddore sono le donne incinte non è possibile utilizzare tutti i farmaci solitamente indicati per risolvere tali sintomi, perché alcuni possono o potrebbero essere teratogeni, ovvero nuocere al feto.

Le indicazioni del Medico sull’utilizzo dei farmaci in gravidanza diventano quindi essenziali, soprattutto in caso di raffreddore, la cui cura prevede spesso farmaci senza obbligo di prescrizione e facilmente accessibili a tutti.

Il Medico indicherà alla futura mamma il tipo di farmaco da poter utilizzare per curare i sintomi del raffreddore, assieme alle modalità e ai tempi per curarsi in sicurezza.

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Prima di arrivare all’utilizzo di qualsiasi farmaco si possono utilizzare dei rimedi di supporto sia alla cura che alla prevenzione.

Da qualche anno a questa parte, in caso di raffreddore in gravidanza si consiglia di effettuare dei lavaggi nasali per liberare il naso chiuso, favorire l’eliminazione del muco in eccesso e agire sulla congestione nasale, il sintomo più fastidioso. La soluzione utilizzata per i lavaggi nasali può fare la differenza.

L’acqua termale sulfurea favorisce l’eliminazione del muco in eccesso, grazie all’azione fluidificante e antisettica dei minerali contenuti.

Inoltre, i lavaggi nasali sono utili per prevenire eventuali raffreddori ricorrenti in gravidanza, dato che mantenere le mucose pulite aiuta anche a ridurre la carica virale.

Come liberare il naso chiuso durante l’allattamento

Anche durante l’allattamento il naso chiuso va gestito con attenzione. Le neo-mamme possono infatti assumere solo determinati farmaci per contrastare la congestione nasale che insorge durante l’allattamento.

Infatti, ciò che la mamma mangia o assume può passare nel latte materno e, quindi, al bambino.

È quindi importante consultare il proprio Medico per ottenere indicazioni sicure e non danneggiare la salute del proprio bambino.

In ogni caso, per liberare il naso chiuso durante l’allattamento e prevenire o risolvere la congestione nasale associata a raffreddore, i lavaggi nasali con acqua termale o soluzione salina sono un utile supporto e anche una valida alternativa all’utilizzo dei decongestionanti nasali.

Nello specifico, in caso di muco trasparente si consiglia di utilizzare la soluzione salina isotonica o fisiologica per liberare il naso chiuso. La soluzione isotonica infatti, oltre a idratare e pulire il naso congestionato, svolge un’utile azione decongestionante e disostruente.

Se il muco invece inizia a colorarsi di giallo e diventa più denso, meglio utilizzare la soluzione ipertonica che, oltre all’azione decongestionante, funge da mucolitico, favorendo l’eliminazione del muco in eccesso.

Naso chiuso in gravidanza e allattamento, ci sono dei rischi?

In linea di massima, raffreddore e naso chiuso in dolce attesa e allattamento non rappresentano un rischio, neanche quando la malattia da infezione virale evolve in batterica.

Cosa significa? Quando il sistema immunitario della mamma è più debole, il naso chiuso in gravidanza e allattamento, in alcuni casi, può favorire lo sviluppo di infezioni batteriche.

Il muco in eccesso rappresenta infatti un terreno fertile per l’attecchimento di batteri, che possono trasformare un comune raffreddore in un’infezione più grave.

Questa spesso si manifesta con:

  • Febbre;
  • Brividi di freddo;
  • Peggioramento dei sintomi del raffreddore, in particolare congestione nasale, ma anche mal di gola o tosse, che a loro volta potrebbero “evolvere”, da sintomi dovuti al muco irritante che scende nelle vie aeree inferiori, a infezioni batteriche della faringe o dei polmoni.

I lavaggi nasali rappresentano quindi un metodo sicuro per la prevenzione e il trattamento dei sintomi del raffreddore e per limitare la comparsa di sovra-infezioni batteriche.

L’acqua termale sulfurea, utilizzata per i lavaggi nasali in caso di raffreddore, può previene l’attecchimento dei batteri limitando la carica batterica; indirettamente, grazie all’azione mucolitica e disostruente che elimina il muco e, direttamente, per la sua azione antisettica.

Abbiamo visto che il naso chiuso in gravidanza e allattamento è un sintomo tipico del raffreddore comune, un’infezione virale che ogni mamma, con l’aiuto del Medico, può gestire in sicurezza senza nuocere al proprio bambino.

É utile sapere che l’acqua termale sulfurea è un supporto efficace per liberare il naso chiuso anche in gravidanza per tenere lontani virus e batteri!

I lavaggi nasali nei bambini

I lavaggi nasali sono una pratica semplice ed efficace per aiutare a prevenire raffreddori e altre affezioni delle alte vie respiratorie nei bambini e per alleviarne i sintomi.

Inoltre, per i bambini fino ai 3-5 anni che non hanno ancora imparato a soffiarsi il naso autonomamente, i lavaggi nasali sono il modo più semplice, indolore ed efficace per mantenere pulite le cavità nasali.

Sono indicati anche nei neonati e nei primi mesi di vita (circa 1 anno), sia per la detersione quotidiana che per liberare il nasino dal muco in eccesso e aiutarli così a respirare meglio.

A questa età, infatti, i bambini respirano solo con il naso che, quando è chiuso, può rappresentare un vero problema per il piccolo, causando difficoltà non solo nel respirare bene, ma anche nel mangiare.

Nello specifico, il naso chiuso può diventare un problema quando il piccolo inizia a rifiutare il ciboa non dormire bene e a manifestare costante nervosismo, con un elevato rischio di disidratazione e malnutrizione se il piccolo si rifiuta di mangiare.

I lavaggi nasali rappresentano quindi un valido aiuto, non solo per riuscire a dormire sonni tranquilli ma anche per prevenire eventuali rischi per la salute del bambino.

Chiedi al tuo Pediatra! Potrà confermarti che i lavaggi nasali sono molto utili e basta seguire alcune accortezze per eseguirli in sicurezza, anche nei bimbi più piccoli e meno collaborativi.

Infine, è importante sapere che il lavaggio nasale viene indicato anche per aiutare a prevenire i raffreddori e come supporto alla cura non solo dei mali di stagione, ma anche delle allergie.

Come fare lavaggi nasali ai bambini più grandi

Come accennato, i lavaggi nasali sono un’operazione molto semplice e veloce da fare. Soprattutto nei bambini più grandi, effettuare la pulizia del naso non richiede particolare impegno, perché il bambino può collaborare attivamente e mettersi da solo nella posizione corretta.

Vediamo insieme i pochi passaggi che servono per eseguire il lavaggio nasale nei bambini.

  1. Per prima cosa lavati le mani, poi prepara la soluzione per il lavaggio e tieni a portata di mano un fazzoletto.
  2. Fai avvicinare il bambino al lavandino con la testa leggermente in avanti e reclinata su un lato.
  3. Avvicina l’erogatore della soluzione per il lavaggio nella narice più in alto e instilla la soluzione lentamente e in modo continuo per un paio di secondi. Tu e il tuo bambino vedrete la soluzione fuoriuscire dall’altra narice.
  4. Completato il lavaggio della prima narice, fai reclinare la testa dall’altra parte e ripeti lo stesso passaggio anche nell’altra. Fai soffiare il naso al bambino per liberarlo da croste e muco.
  5. Risciacqua l’erogatore e lavatevi entrambi le mani con cura.

La soluzione di acqua termale (o salina), passando da una narice all’altra, fluidifica il muco e lava le impurità presenti nel naso.

Nei neonati e nei bambini più piccoli, la procedura è simile a quella indicata. L’accortezza fondamentale è quella di tranquillizzare il piccolo con le coccole mentre lo si fa stendere su un piano, appoggiando la testa su un lato.

In tal modo, si può far scendere la soluzione per il lavaggio nasale da una narice all’altra, ovvero dall’alto verso il basso, evitando che arrivi alla gola.

Il problema con i bambini molto piccoli è tenerli tranquilli e fermi. Se la soluzione scende in gola il rischio è che urla, pianti e scatti impediscano l’operazione.

Esistono controindicazioni ai lavaggi nasali nei bambini?

Puoi eseguire i lavaggi nasali anche nei neonati proprio perché sono sicuri, tanto da essere indicati fin dai primi giorni di vita del bambino.

I lavaggi nasali come metodo di prevenzione in quanto:

  • Garantiscono la pulizia del naso;
  • Aiutano ad eliminare impurità, germi e batteri;
  • Rimuovono il muco in eccesso e liberano il naso;
  • Decongestionano il naso.

L’aspetto del muco può fornire un’indicazione utile sulla scelta della soluzione da usare, ma parlane sempre con il tuo medico.

Le acque termali sulfuree possono essere annoverate tra i supporti più efficaci perché, oltre all’azione fluidificante, svolgono anche un’azione decongestionante e antisettica dovuta allo zolfo e agli altri sali minerali presenti.

Se si pensa che i neonati e i bambini molto piccoli non imparano a soffiare il naso prima di arrivare a circa cinque-sei anni, puoi immaginare quanto sia importante aiutarli a tenere il naso pulito. Soprattutto in caso di riniti o raffreddore.

I migliori prodotti per lavaggi nasali ai bambini

Il mercato offre molti strumenti per eseguire i lavaggi nasali. Nel caso di bambini più grandi, per liberare il naso da croste e muco puoi utilizzare gli spray di soluzione salina o acqua termale, o semplici flaconcini monouso.

Le soluzioni isotoniche hanno una concentrazione di sale dello 0,9%; quelle ipertoniche, invece, hanno una concentrazione di sodio cloruro più elevata, fino ad arrivare al 3%, e sono utilizzate quando il bambino ha muco più denso.

Tra le acque termali, quelle sulfuree in spray o in fiale sono un utile supporto per rispondere a tutte le esigenze, dal lavaggio alla prevenzione e come supporto alla cura di varie problematiche delle vie respiratorie.

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Le soluzioni con acqua termale, disponibili per il lavaggio nasale, provengono da sorgenti termali e quindi, oltre a contenere zolfo, sono ricche di manganese, rame e ferro.

Tra tutte, le acque termali sulfuree salsobromoiodiche sono tra quelle più consigliate

In genere, per la normale detersione quotidiana del naso, è sufficiente fare i lavaggi con acqua termale o soluzione fisiologica, mentre per azioni più specifiche e mirate puoi scegliere acque termali sulfuree salsobromoiodiche o marine, utili soprattutto in caso di raffreddore o rinite allergica.

Quando e quante volte è opportuno fare lavaggi nasali ai bambini?

Dopo una prima consultazione con il Pediatra che può darti indicazioni utili, soprattutto in caso di neonati e bambini molto piccoli, puoi utilizzarli a casa all’occorrenza.

Le malattie da raffreddamento, prima fra tutte il raffreddore, beneficiano particolarmente delle terapie nasali, di cui la prima e la più semplice è costituita proprio dai lavaggi.

Anzi, dato che la maggior parte delle infezioni respiratorie nei bambini è di natura virale, tra le terapie utili ci sono quelle che alleviano i sintomi.

Le prime vie aeree dell’apparato respiratorio, infatti, svolgono principalmente un’azione di difesa e, grazie a piccoli ‘bastoncini’, detti ciglia, che si muovono, puliscono il naso e l’apparato respiratorio dalle secrezioni che vengono prodotte naturalmente dal nostro corpo e che vengono introdotte con la respirazione.

In caso di raffreddore, per esempio, questa capacità di movimento delle ciglia e di pulizia rallenta. Instillazionilavaggi nasali o spray possono contribuire a ripristinare il normale movimento di queste ciglia e dare sollievo alla respirazione del bambino.

Per effettuarli con particolari soluzioni, a seconda dell’età del bambino e della problematica, puoi chiedere consiglio al tuo Pediatra di fiducia che potrà indicarti anche quando e quante volte eseguirli durante la giornata per trarre, per il tuo piccolo, i maggiori benefici dai lavaggi nasali.

I lavaggi nasali nei bambini, anche neonati, rappresentano un utile aiuto in caso di naso chiuso. Sono indicati sia nella prevenzione che come supporto alla cura del naso in caso di raffreddore, influenza e altre problematiche delle vie respiratorie, in cui il naso tappato ostacola il respiro e può anche favorire l’attacco di virus e batteri.

È importante saper scegliere la soluzione più adatta al piccolo tra sulfurea o saline. In tal caso, il Pediatra è il riferimento a cui rivolgersi per scegliere la soluzione più adatta al tuo bambino!